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Il 45° del Marconi: giornata di festa e dibattito

Il Marconi si pone come argine alla fuga dei «cervelli» etnei

Giornata di festa e dibattito per una scuola che cresce sul territorio

Una giornata di festa ma soprattutto di lancio per “una scuola che cresce, un territorio che si arricchisce”, così come è stato intitolato il dibattito di ieri che ha introdotto la manifestazione organizzata all’istituto tecnico industriale “G. Marconi” di Catania per i suoi 45 anni di attività. Numerosi gli ospiti che hanno portato il proprio contributo nel corso dell’incontro moderato dal giornalista Andrea Lodato. Padrone di casa il dirigente scolastico, ing. Ugo Pirrone: «Tanti sono i traguardi raggiunti nel settore delle nostre specializzazioni: informatica delle comunicazioni, robotica, costruzioni, ambiente e territorio. Negli ultimi anni con i sacrifici dei docenti siamo riusciti ad ottenere affermazioni in campo nazionale, con delle eccellenze che sono i nostri ragazzi, i quali hanno vinto le Olimpiadi e diversi premi che sono sintomo di una scuola viva. In questi due ultimi anni di mia presidenza cercherò di lasciare, in questo senso, un ricordo positivo». Per l’anniversario é stata allestita un’interessante mostra di oggetti d’epoca risalenti al 1900: telefoni, trasmettitori, radio, volumi. Alcuni reperti marcati Phonola, una delle prime aziende italiane che ha operato già dal primo dopoguerra. Circa 40 chicche d’epoca appartenenti a due collezioni private, quella del prof. Giuseppe Guzzardi, appassionato e radioamatore e quella dell’ing. Giuseppe Luigi Di Bella: «Sono reperti della mia collezione di famiglia – racconta quest’ultimo – qui ho portato solo una parte degli oggetti che possiedo molti dei quali ancora funzionanti. Ad esempio c’e un magnetofono con tutti i brani musicali degli anni ‘50 o la prima radio amatoriale etnea». Molti alunni sono stati coinvolti nell’allestimento della mostra, come Mario Tomarchio che frequenta la 3a classe: «Ogni pezzo ha una storia, pensare che mio nonno possedeva oggetti come questi – dice – mi trasmette una forte emozione». Il dibattito si è incentrato sul ruolo che un istituto tecnico come il “Mar – coni” può ricoprire nel tessuto economico e sociale di un territorio come quello catanese, interagendo con le istituzioni politiche e con il mondo delle imprese. Tanto che rilevante é stata la partecipazione dell’ing. Francesco Caizzone, direttore dello stabilimento St Catania: «Questa scuola riveste un ruolo molto importante per la St. Molti di questi alunni saranno nostri colleghi, noi abbiamo 4.000 persone di cui 4.500 laureate e 2.500 diplomate e sicuramente molti di questi colleghi sono passati da questi banchi. Noi vogliamo promuovere la cultura delle scienze, delle tecnologie, dell’ingegneria e della matematica del nostro territorio: oggi siamo qui ma andremo in tante altre scuole per promuovere queste specializzazioni perché sono fondamentali in vista del futuro». Ha concluso i lavori il sindaco Enzo Bianco: «È una scuola, questa, che si è distinta negli anni per capacità di iniziative – commenta il primo cittadino – e oggi sono qui a ringraziare a nome dei miei concittadini per quello che ha saputo fare e ancora di più per quello che saprà fare per questi ragazzi, perché grazie a scuole come questa é possibile avere un’alternativa alla fuga dei cervelli».

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